Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia.
(Ralph Waldo Emerson)
Appena siamo uscite dal gate l'ho vista, L., bella e sorridente esattamente come l'avevo lasciata quattro anni prima. L. è alta circa 1.60 cm, mora, con i capelli lunghi raccolti con un mollettone, la pelle olivastra, un grande neo sulla guancia e un sorriso bellissimo sempre stampato in faccia. L'ho conosciuta 6-7 anni fa, in una delle lunghe estati passate a Guernsey. Entrambe vivevamo con due famiglie inglesi molto carine che ci permettevano di incontrarci spesso, di andare in spiaggia e di cenare in giro (solitamente con un untissimo "fish and chips"). L. è spagnola, tuttavia, nonostante gli anni che sono passati, e soprattutto la distanza che quotidianamente ci divide, il nostro legame d'amicizia non si è mai dissolto. La complicità che si era creata era tale che un anno L. venne a passare le vacanze in Italia, mentre l'anno successivo le passai io in Spagna, precisamente a Barcellona.
Da allora sono passati quattro anni, e oggi la rivedo, con lo stesso sorriso che indossava nei miei ricordi, che mi aspetta all'uscita del gate dell'aeroporto di Barcellona. Mi abbraccia, farfugliamo qualcosa in un misto di italiano/inglese/catalano/spagnolo e ci dirigiamo alla macchina. Tutti gli altri ci aspettano per la cena a Tona, una piccola cittadina nell'entroterra della Catalonia dove L. e la sua famiglia vivono e che dista dall'aeroporto più o meno 50 minuti. Appena parcheggiata la macchina eccoli tutti lì, i genitori di L., il suo fidanzato, suo fratello e la rispettiva ragazza. Sono tutti usciti sul vialetto di casa in attesa di baci, abbracci, e di farmi battute spassosissime in spagnolo che però io non capisco e a cui non so replicare. Non importa se non ci siamo mai capiti, non importa se anche questa sera a tavola ho gesticolato come una pazza: il papà di L., la cui loquacità, simpatia, allegria e stravaganza permetterebbero a qualunque scrittore di farci sopra un libro intero, ha esordito con una frase banalissima ma che ha subito accorciato le distanze e dissolto i muri dovuti alla vicendevole incomprensione linguistica "mi casa es tu casa".
Y entonce? Hasta mañana!
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