Recentemente ho iniziato a seguire su Nat Geo People (canale 411 di Sky) una mini-serie intitolata ""Il viaggio di Sammy"".
La serie ha come protagonista Sammy Basso, un ragazzo veneto di 18 anni, affetto da una rarissima malattia genetica (chiamata Progeria) che porta a invecchiamento precoce.
Questa terribile malattia porta con sé tutta una serie di condizioni patologiche che incidono negativamente sulla prospettiva di vita di coloro che ne sono affetti (in media 13 anni).
La troupe del National Geographic segue le avventure della famiglia Basso e di Riccardo, il migliore amico di Sammy, sulla leggendaria strada che attraversa gli Stati Uniti da Chicago a Las Vegas: la "Route 66".
Sammy, al di là di tutti i moralismi e i pregiudizi, è un vero esempio di coraggio, tenacia e attaccamento alla vita.
Pur consapevole della propria condizione non si arrende davanti a nulla e realizza, tappa dopo tappa, il suo sogno più grande: attraversare gli USA.
La storia di Sammy, così come la storia di molti pazienti che ho avuto la fortuna di assistere in ospedale, mi ha profondamente colpita.
Anche quando una speranza vera non c'è, anche quando le prospettive non sono rosee, assistere i malati non è mai una partita persa (anche con i più gravi) e porta enormi soddisfazioni.
La lezione è una: non arrendersi mai solo perchè si vede un ostacolo infondo alla strada, ma continuare a viaggiare!
Grande Sammy!
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