giovedì 29 gennaio 2015

Ancora lago, la Rocca Borromea


















E' indubbio: il lago mi piace. 

A soli due giorni dall'esame di Clinica Chirurgica io e la mia coinquilina decidiamo di abbandonare i libri, inforcare gli occhiali da sole e uscire all'aria aperta. Un sole così, d'inverno poi, non può andare sprecato! 

Percorriamo in macchina la statale che collega Borgomanero ad Arona, fermandoci più volte a scattare foto al massiccio del Monte Rosa che, illuminato dal sole pomeridiano, è un vero spettacolo. 
Superata Arona, che merita assolutamente (più di) una visita, seguiamo le indicazioni per la "Rocca Borromea". Insieme con la Rocca di Angera, la Rocca di Arona era uno dei punti strategici per il controllo del Lago Maggiore. 
La strada sale arrampicandosi su una collina piuttosto scoscesa per poi terminare davanti ad un boschetto. Parcheggiamo e a piedi raggiungiamo un arco in sassi su cui spicca l'insegna "porta del soccorso", lo prendiamo come segno di buon auspicio per l'imminente esame. [ndr. alla fine abbiamo preso entrambe 26!]
Vista di Arona dalla Rocca
Della Rocca, costruita poco prima dell'anno 1000, non resta molto; tuttavia il giardino che si estende tutt'intorno circondando l'edificio è molto curato e rigoglioso. Mi chiedo quanto possa essere spettacolare in primavera, se è già così bello a Gennaio. 
A completare la cornice il panorama mozzafiato delle montagne innevate che si specchiano nelle acque del Lago Maggiore. 
Link utili: 
Vi lascio il link del Sito del Parco: con orari di apertura e informazioni per le visite guidate.
Vista dal Parco della Rocca



mercoledì 28 gennaio 2015

Non lasciatemi sola sul sito di Ryanair

La ricetta della felicità?
- una mattina a casa dal tirocinio
- il sollievo di essersi tolta un esame in università 
- un'amica ospitale in Erasmus a Maastricht 
- super offerte sul sito di Ryanair verso Eindhoven
- carta di credito sotto mano...(troppo sotto mano)

et voilat: andata e ritorno dal Belgio 29 euro! 



giovedì 8 gennaio 2015

Il racconto di un viaggio che merita...


Sempre più raramente mi capita di vedere programmi di qualità in televisione. 
Recentemente ho iniziato a seguire su Nat Geo People (canale 411 di Sky) una mini-serie intitolata ""Il viaggio di Sammy"".
La serie ha come protagonista Sammy Basso, un ragazzo veneto di 18 anni, affetto da una rarissima malattia genetica (chiamata Progeria) che porta a invecchiamento precoce. 

Questa terribile malattia porta con sé tutta una serie di condizioni patologiche che incidono negativamente sulla prospettiva di vita di coloro che ne sono affetti (in media 13 anni). 
Laura e Amerigo, due persone davvero stupende, decidono di sorprendere il proprio figlio, appena diplomato, regalandogli un viaggio "on the road" attraverso gli USA. 

La troupe del National Geographic segue le avventure della famiglia Basso e di Riccardo, il migliore amico di Sammy, sulla leggendaria strada che attraversa gli Stati Uniti da Chicago a Las Vegas: la "Route 66". 

Sammy, al di là di tutti i moralismi e i pregiudizi, è un vero esempio di coraggio, tenacia e attaccamento alla vita. 
Pur consapevole della propria condizione non si arrende davanti a nulla e realizza, tappa dopo tappa, il suo sogno più grande: attraversare gli USA. 



La storia di Sammy, così come la storia di molti pazienti che ho avuto la fortuna di assistere in ospedale, mi ha profondamente colpita. 
Anche quando una speranza vera non c'è, anche quando le prospettive non sono rosee, assistere i malati non è mai una partita persa (anche con i più gravi) e porta enormi soddisfazioni. 
La lezione è una: non arrendersi mai solo perchè si vede un ostacolo infondo alla strada, ma continuare a viaggiare!
Grande Sammy! 

domenica 4 gennaio 2015

Capodanno 2015 nel Varesotto



Quest'anno sono tornata a Masciago, paesino di 289 anime a metà strada tra il Lago Maggiore e il Lago di Como, in provincia di Varese. 

Masciago, per l'esattezza Masciago Primo (per distinguere il paese da Masciago Milanese), è un paese tranquillo. Le stradine in salita sono tutte a ciottoli mentre le case sono in legno con i sassi a vista. 

Non a caso l'origine del nome del paese deriva dalla parola "Maegh" che in celtico significa "villaggio campestre con molti ciottoli". 

Seguendo una di queste viette, dopo la chiesa, si giunge ad una strettoia, che fa stremare le ginocchia agli avventori meno esperti, preoccupati delle sorti degli specchietti della propria auto. In realtà ci si passa senza problemi! 
Superata la strettoia eccola là, un tempo convento, ma per me semplicemente "la casa al lago dei nonni". Da sempre bellissima nella sua semplicità spicca sulla collinetta evocando tanti bei ricordi: gli afosi pomeriggi d'agosto all'ombra della veranda, i giochi con mio fratello in giardino, i temporali estivi, la stufa sempre accesa, mio nonno che addobba l'albero del giardino per Natale e la nonna che prepara i ghiaccioli di fichi. 
Questo nuovo anno volevo che iniziasse lì, tra quelle mura, in quel giardino dove tanto ho giocato. Forse perché ad ogni anno che passa, ad ogni pezzo di noi che si perde nel passato, aumenta la paura di dimenticare i piccoli dettagli che ci hanno reso così come siamo e si cerca di rievocarli. Ecco quella casa è così: una porta 
aperta sul passato. 

Invitati gli amici, fatta la spesa, ecco che mi metto all'opera. Il menù semplice ma gustoso sembra aver lasciato tutti soddisfatti: salatini (homemade, il mio cavallo di battaglia), tramezzini al salmone, panettone gastronomico, pizza e focaccia. Di primo agnolotti al sugo di stufato (per i Piemontesi si tratta di un must nei giorni di festa) e di secondo il tradizionale cotechino con le lenticchie. Per finire il mio tiramisù rivisitato (con la ricotta invece che con il mascarpone) e il pandoro con la nutella. Insomma: +4 kg assicurati. Allo scoccare della mezzanotte abbiamo liberato in cielo le lanterne cinesi e mentre le vedevamo allontanarsi sempre di più esprimevamo i nostri desideri per il 2015. 




Centro di Luino
Nei giorni di vacanza abbiamo approfittato del bel tempo per andare a Luino e Laveno, due cittadine affacciate sul Lago Maggiore. La luce spettacolare, il vento, il freddo hanno contribuito a rendere suggestivo il panorama. Luino sinceramente la ricordavo più carina; piuttosto assolutamente non è da perdere una visita a Laveno. 
Laveno 
La cittadina è famosa per ospitare, ad ogni Ferragosto, spettacoli pirotecnici di tutto rispetto (è infatti possibile ammirarli direttamente dal lago prenotando i biglietti del traghetto direttamente alla stazione portuale di Laveno). Tra l'altro è qui che si è tenuta l'edizione 2014 dei Campionati Mondiali di Fuochi d'Artificio. Insomma, se volete un consiglio, il prossimo Ferragosto non dimenticatevi di questo incantevole posto. 
Laveno a Ferragosto
















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Durante le feste natalizie invece la città è decorata con gusto da tantissime luci che rendono l'atmosfera molto piacevole e rilassante. La vacanza, seppur breve, ha però sortito l'effetto desiderato: mi sono divertita, riposata, e preparata per superare (si spera)  l'imminente sessione d'esame.