sabato 3 ottobre 2015

Dos de la mañana

Nell'ordine:
1. ci hanno prestato una chitarra
2. abbiamo una coinquilina spagnola che canta stra bene
3. il suo tipo suona stra bene

quindi alla fine ci siamo fatte un po' prendere la mano e per questo ci siamo anche già beccate il cazziatone dall'amministratore del palazzo perchè non abbiamo smesso di suonare fino alle due di notte!


Improvvisando...

martedì 29 settembre 2015

Biglietto di sola andata per la Mercé

Questa prima settimana in Spagna é stata con continuo rincorrere treni, saltare su bus, perdere coincidenze e così via. Però dopo questo breve periodo di rodaggio sento che ormai sono una pro del mezzo pubblico spagnolo ( sono uno spettacolo quando timbro il mio abbonamento T-mes, con stampata in faccia la spocchia di chi può viaggiare illimitatamente su qualunque mezzo di trasporto, cosa che ovviamente mi é costata un occhio della testa)

Ogni mattina per andare in tirocinio, dopo essere scesa dal bus, prendo al volo il treno delle 7.56 della Renfe (un tipo di treno simile alla metro che porta fino a Barcellona). Il fatto di scendere sempre alla seconda fermata (Sabadell Nord) non mi permette di scrivere a lungo quanto vorrei è così ogni mattina aggiungo solo qualche riga al post e di questo passo non lo pubblicherò mai.

Da quando io e M. Siamo arrivate in Spagna a Terrasssa siamo già andate diverse volte a Barcellona perché questa, trovandosi a soli 40 minuti di Ferrocarilis da casa, é per noi tutte le sere una grandissima tentazione. 
Per andare a Barcellona da Terrassa conviene prendere la linea S1 Válles-Barcellona del Ferrocarilis (FGC); in poco meno di 40 minuti si arriva direttamente in Plaça de Catalunya, il cuore della cittá.
La Pedrera
La prima gita a Barcellona é stata una sorta di terapia d'urto, l'intento infatti era quello di rendere più concreto nelle nostre teste il fatto che resteremo qui per i prossimi tre mesi, fino ad allora in effetti ci sentivamo un po' come in vacanza. Abbiamo passeggiato per tutto il pomeriggio per le vie del centro avventurandoci fino alla Sagrada Familia e al Parc de la Ciutadella che ci é piaciuto tantissimo. Siamo state fortunate a capitare a Barcellona proprio durante la settimana dei festeggiamenti della Mercé, la Madonna patrona della cittá.
Per questo motivo moltissime vie della città erano addobbate a festa e ugualmente i parchi. Nel parco della Ciudadella, dove tra l'altro ho scoperto aver sede il Parlamento della Catalunya, c'erano moltissime installazioni che ricordavano il mondo del circo (stile ottocentesco) oltre che artisti di strada, roulotte pittoresche dove servivano cibo e tanta tanta gente! Quel primo pomeriggio a Barcellona, proprio come i locali, abbiamo pranzato alle quattro con una delle più buone paelle che abbia mai mangiato (forse era la fame).




La seconda gita a Barça é stata la sera in cui si sono conclusi i festeggiamenti della Mercé; non sapevo che per questa occasione, ogni anno, viene organizzato un monumentale spettacolo pirotecnico (che qui chiamano "piromusical" perché i fuochi vengono sparati a tempo di musica), ma una volta raccolte le recensioni da compagni di università e "colleghi" a lavoro chiaramente morivamo di voglia di andare a vederlo. Così ci siamo accordate con il nostro amico inglese A. (aka al momento il nostro unico amico) con il quale abbiamo vissuto per circa una settimana ospiti da una famiglia sudamericana, e la sera del 24 abbiamo preso il Ferrocarilis per Barcellona. Alla stazione di  Placa de Catalunya abbiamo incontrato altri ragazzi Erasmus e con loro abbiamo preso la metro. Il vagone era così pieno che quando si aprivano le porte dalle banchine la gente cercava di tuffarsi dentro senza riuscirci. Una fermata prima di quella di Placa de Espanya, dove si sarebbe tenuto lo spettacolo pirotecnico, il treno ha inchiodato e in catalano una voce ha invitato tutti a scendere e a continuare a piedi. 
Un fiume di gente si è così riversato nella strada e noi, spingendo un po' di qua e un po di là, siamo riusciti a raggiungere la piazza e a metterci in una posizione abbastanza buona per vedere lo spettacolo (cosa affatto facile considerato quante persone c'erano). 
I fuochi d'artificio sono stati così belli che non ho parole per descrivere quanto fossimo emozionati di essere lì, a goderci i festeggiamenti di Barcellona, spalla a spalla con migliaia di catalani, senza nessun pensiero e senza nessun biglietto aereo di ritorno per l'Italia. 
Un buon inizio direi. 





lunedì 21 settembre 2015

Gegants

Le prime 72 ore in Spagna sono state intensissime e piene di cose da fare, da dire, da imparare.

Siamo partite alla ricerca di un'avventura ed è sicuramente quello che abbiamo trovato, soprattutto perchè non parlando una parola di spagnolo tutti i fatti che sono accaduti da quando siamo in Spagna sono conditi da sonore figure di m..., incomprensioni, disagio, gesti, grida e risate.]

Innanzitutto quando siamo arrivati a Terrassa, la sede del nostro Erasmus, abbiamo sbrigato tutte le faccende legate all'università, amena attività che potrei sintetizzare in poche parole: scartoffie a palate. Poi abbiamo cercato di risolvere a poco a poco tutte le cose più importanti che avevamo da fare come comprare una SIM spagnola con un contratto decente, trovare una sistemazione temporanea e soprattutto una definitiva. 

Per quanto riguarda la nostra "sistemazione temporanea" al momento siamo ospiti di una famiglia peruviana che abita a Terrassa da alcuni anni. E anche se in casa siamo in otto e in bagno c'è un simpatico cartello che ci invita a lavarci solo una volta al giorno (non di più!) in realtà i nostri ospiti sono molto disponibili e ci aiutano tantissimo a cercare casa e con la lingua.
La ricerca della casa infatti non sta andando benissimo... soprattutto per via del fatto che parlando poco lo spagnolo non ci spieghiamo molto bene e chiaramente i proprietari sono un pochino diffidenti nei nostri confronti.
In realtà un paio di giorni fa siamo capitate a casa di una parrucchiera, una tizia di Lima che ci offriva per 200 euro due camerette (che poi si sono rivelate due buchi). Una volta entrate in casa ( molto bella, pulita e ordinata) la tizia ci ha presentato sua figlia, di circa 13 anni, che dopo averci baciato e abbracciato (qui usa moltissimo anche tra sconosciuti) e poi ci ha fatto sedere in sala. Credo che nella mia vita raramente mi sono sentita tanto inquietata da una persone. Oltre al fatto di essere un'armadio di donna (del tipo che con una mano ci avrebbe stese entrambe) mentre parlava ci guardava con uno sguardo intensissimo e veramente raggelante. Il culmine del disagio è stato quando ci ha detto che erano proibite le visite, gli uomini [chicos, zero!], le feste, la musica e che avremmo dovuto comprare ciascuna un detersivo, un rotolo di sacchi della spazzatura e uno sgrassatore.

Gegants
Il fatto di non aver ancora trovato casa si sta rivelando molto stressante perchè sebbene i nostri ospiti siano molto carini, dormiamo pur sempre a casa loro in un letto a castello. 
Quindi, speriamo di avere presto un nostro posto dove stare.


Per fortuna in queste giornate non ci siamo solo dedicate alla ricerca della casa ma siamo anche andate a spasso per Terrassa e Barcellona.
Durante uno dei primi giri per Terrassa ci siamo imbattute in un corteo chiassosissimo di persone con tamburi, campane e strumenti simili a flauti. Tra loro camminavano imponenti figure di carta pesta che abbiamo scoperto chiamarsi "Gegants" - Giganti.
 I Gegants sono "maschere" tipiche catalane alte più di due metri, immancabili nelle manifestazioni cittadine, che in passato rappresentavano il potere delle famiglie più ricche del paese. (Wiki:Giganti e testoni)
Tutti i giganti sono poi confluiti davanti al palazzo del comune di Terrassa dove, al di sotto del porticato, si trovavano nascosti i gegants rappresentanti i "regnanti" del paese. Quando la musica dei tamburi si è fatta assordante i gegants sono sbucati dal porticato e hanno cominciato a ballare elegantemente tra loro.
E' sicuramente stato uno spettacolo eccentrico e inaspettato sotto molti punti di vista tuttavia parteciparvi, sgranando gli occhi ad ogni colpo di scena, è stato decisamente il modo migliore per scoprire la vera natura della città in cui vivremo per i prossimi tre mesi! Pazza, da legare aggiungerei.



venerdì 18 settembre 2015

DAY 1 - ERASMUS


Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia.
(Ralph Waldo Emerson)

Appena siamo uscite dal gate l'ho vista, L., bella e sorridente esattamente come l'avevo lasciata quattro anni prima. L. è alta circa 1.60 cm, mora, con i capelli lunghi raccolti con un mollettone, la pelle olivastra, un grande neo sulla guancia e un sorriso bellissimo sempre stampato in faccia. L'ho conosciuta 6-7 anni fa, in una delle lunghe estati passate a Guernsey. Entrambe vivevamo con due famiglie inglesi molto carine che ci permettevano di incontrarci spesso, di andare in spiaggia e di cenare in giro (solitamente con un untissimo "fish and chips"). L. è spagnola, tuttavia, nonostante gli anni che sono passati, e soprattutto la distanza che quotidianamente ci divide, il nostro legame d'amicizia non si è mai dissolto. La complicità che si era creata era tale che un anno L. venne a passare le vacanze in Italia, mentre l'anno successivo le passai io in Spagna, precisamente a Barcellona. 
Da allora sono passati quattro anni, e oggi la rivedo, con lo stesso sorriso che indossava nei miei ricordi, che mi aspetta all'uscita del gate dell'aeroporto di Barcellona. Mi abbraccia, farfugliamo qualcosa in un misto di italiano/inglese/catalano/spagnolo e ci dirigiamo alla macchina. Tutti gli altri ci aspettano per la cena a Tona, una piccola cittadina nell'entroterra della Catalonia dove L. e la sua famiglia vivono e che dista dall'aeroporto più o meno 50 minuti. Appena parcheggiata la macchina eccoli tutti lì, i genitori di L., il suo fidanzato, suo fratello e la rispettiva ragazza. Sono tutti usciti sul vialetto di casa in attesa di baci, abbracci, e di farmi battute spassosissime in spagnolo che però io non capisco e a cui non so replicare. Non importa se non ci siamo mai capiti, non importa se anche questa sera a tavola ho gesticolato come una pazza: il papà di L., la cui loquacità, simpatia, allegria e stravaganza permetterebbero a qualunque scrittore di farci sopra un libro intero, ha esordito con una frase banalissima ma che ha subito accorciato le distanze e dissolto i muri dovuti alla vicendevole incomprensione linguistica "mi casa es tu casa". 
Y entonce? Hasta mañana! 

giovedì 2 luglio 2015

Esami e concerti, sognando la line-up dello Sziget

Se sto scrivendo qua significa che ho davvero trovato anche l'ultima scusa più stupida della terra per non studiare: aggiornare il blog di viaggio anche se non mi muovo di casa da mesi. 
Beh già che ci siamo comunque butterò giù due righe. 

Non dico che la mia vita recentemente faccia schifo, infondo scrivo da una spaziosa camera con tapparelle abbassate, pinguino a manetta e con l'appagante consolazione che mancano solo 26 giorni alla fine della sessione esami. Voglio dire, più di così che cosa potrei desiderare? Solo un Lucano.  
Unico evento degno di nota nell'ultimo periodo è stato il concerto dei Management del dolore post operatorio al circolo Magnolia (Milano). Li avevo scoperti ad Oleggio credo, durante una festa di paese che ricordo afosissima e piena di zanzare (un grande classico in provincia di Novara). I testi, la musica, la follia (droga-indotta?) del cantante Luca Romagnoli mi avevano colpito enormemente, da allora ho continuato ad ascoltarli e finalmente quest'anno li ho rivisti, geniali, come sempre. 
Prossimamente invece ho in programma il concerto degli Of Monsters and Men, sempre al Circolo Magnolia (merita una capatina sulla loro pagina, visto che quest'estate organizzano una montagna di concerti interessanti). 

Confidando che le ferie arrivino nel più breve tempo possibile, sogno il mio viaggio on the road across Est Europe!
Ah dimenticavo, finalmente è stata resa nota la devastante line up dello Sziget e di conseguenza abbiamo deciso di partecipare all'inarrestabile delirio festaiolo di Budapest nelle giornate 12/13/14 Agosto. 


martedì 3 marzo 2015

Olanda, Maastricht

Fiume Mosa, Maastricht (Olanda)
Sono sul treno, precisamente sto viaggiando verso la stazione di Eindhoven dalla quale, preso un bus, arriverò all'aeroporto. (Per le info sui mezzi da prendere,orari ecc... Rimando alla fine del post). Se i treni belga li avevo definiti una bomba é stato solo perché non ero mai salita su quelli olandesi: pur viaggiando in seconda classe gli interni sono pulitissimi, moderni e confortevoli, inoltre c'é il Wi-Fi in ogni vagone e anche comodi tavolini per poter scrivere o studiare. C'é comunque da notare che il biglietto del treno é sensibilmente più caro rispetto a quello del Belgio.
L'unica cosa spiacevole di questo viaggio sono due coppie di olandesi (sui 60 anni) che ridacchiano guardandomi scrivere sull'ipad imitando il rumore dei tasti di una macchina da scrivere...umorismo nordico... 


Piazza di Vrijthof con le chiese di San Giovanni e San Servazio
La mia permanenza a Maastricht è stata assolutamente bellissima e consiglierei a chiunque fosse di passaggio in Olanda di passarvici per una visita. La città, distante solo 5 km dal Belgio, è capoluogo della provincia del Limburgo e si estende a cavallo del fiume Mosa, contando circa 121 mila abitanti. Maastricht è nota a livello europeo soprattutto per via dell'omonimo Trattato firmato nel 1992 dalle principali potenze europee (Trattato di Maastricht) che sancisce le condizioni economiche necessarie per entrare nella comunità europea. 
Torre Rossa di S. Juan (San Giovanni)
Maastricht è anche molto nota per i sentitissimi festeggiamenti di Carnevale (che ho mancato di una settimana), cui i cittadini si preparano per mesi, e per il TEFAF, un'importante fiera d'arte e d'antiquariato. 

Maastricht è un'ordinata fittissima rete di viuzze a ciottoli e san pietrini sulle quali si affacciano numerosissimi negozi d'abbigliamento, ristoranti (per lo più etnici), pubs e friggitorie (che vendono l'orgoglio nazionale: waffles e patatine fritte). Le casette si ripetono uguali identiche le une alle altre, colorate, strette e alte (anche quando si ha la possibilità di entrarvici sono strettissime e con scale quasi verticali).
Assolutamente da visitare sono il lungo fiume e i ponti che lo attraversano, da cui si gode una vista molto suggestiva della città, e le piazze di Vrijthof e del mercato (Markt) dove si trova lo Stadhuis, il magnifico municipio cittadino risalente al 1660.
Io all'interno della libreria Selexyz 
A me personalmente è piaciuto moltissimo girare a piedi il centro e immergermi nella piacevole quotidianità della città, inoltre non avere una meta ben precisa mi ha permesso di scoprire scorci molto suggestivi e luoghi incantevoli. Da non perdere è la Selexyz Dominicanen Bookstore, una fornitissima libreria (definita come una delle 20 librerie più belle del mondo) situata all'interno di una magnifica chiesa gotica. 

Sicuramente molto suggestivo è camminare sul ponte St. Servaas, il ponte più antico dei Paesi Bassi, dal quale si può godere di una magnifica vista di entrambe le sponde del fiume. 
Allontanandosi un poco dal centro, in direzione Sud, si possono ammirare i resti delle mura cittadine, immersi nel verde dello Stadspark, un bellissimo parco nel quale si trovano anche alcuni animali.  

Insomma Maastricht è una splendida cittadina da girare interamente a piedi con tutta la calma possibile per potersi così godere ogni piccolo dettaglio della città.

LOCALI DOVE BERE E MANGIARE:
Dal momento che una birra media costa 2.50 euro, capite bene che la città pullula di pubs e locali perciò trovare un posto dove bere non sarà mai un problema a Maastricht. Tuttavia consiglio l' Edd's cafe, un pub stile underground dove ogni Giovedì c'è musica dal vivo. 
Non si può assolutamente mancare una tappa al Burgerlijk, carinissimo bistrot che propone Hamburger golosissimi e molto ricercati a prezzi modici. Io per 8 euro ho preso un Hamburger di gamberi con salsa di aragosta, rucola e grana: assolutamente delizioso.


FATTI E CURIOSITA' DELL'OLANDA CHE MI HANNO STUPITO: 

  • i piatti tipici olandesi sono le patatine fritte e i waffles, motivo per cui a Maastricht invece che esserci ristoranti tipici olandesi ad ogni incrocio ci sono friggitorie. Da non perdere i dolcetti alla cannella, le torte, il cioccolato, la birra. 
  • Tutti parlano benissimo l'inglese, dallo spazzino alla cassiera del supermercato
  • Tradizionalmente le matricole universitarie per entrare a far parte delle confraternite studentesche devono sostenere prove di lealtà (come entrare in classe travestiti da animali...)
  • I treni arrivano e partono in orario (spaccando il secondo)
  • Per i motociclisti non è obbligatorio portare il casco (e quindi nessuno lo porta). La cosa stupisce dal momento che tira perennemente un vento fortissimo e ogni 10 minuti piove. 

lunedì 2 marzo 2015

Germania, Aquisgrana

Io e E. ad Aquisgrana (Germania)
Non avrei mai pensato, partendo per questo viaggio, di poter mettere piede in tre stati diversi in soli tre giorni! 
Il sole splende su Maastricht, la temperatura è piacevole e sembra quindi una giornata adatta per fare una gita. Essendo Maastricht sul confine é facile che, spostandosi anche solo di poco dalla città, ci si ritrovi subito in Belgio o in Germania.
Io e E. decidiamo così di raggiungere Aachen (Aquisgrana) che si trova a circa un'ora di bus dalla stazione centrale dì Maastricht, in Germania. La fermata si trova proprio nel piazzale antistante la stazione e l'autobus da prendere é il n. 50 (gli orari sono disponibili sul sito della compagnia di trasporti Veolia, comunque la frequenza é di circa uno ogni 15 min). Per quanto riguarda il biglietto questo si può comodamente comprare a bordo (8.50 euro a/r).


Appena scesi dal bus ci si rende subito conto di non essere più in Olanda, non saprei bene dire il perché (sicuramente mancano le tipiche casette di mattoni), però é chiaro che sia così. Vaghiamo un po'per la stazione per trovare una cartina della città (invano) in compagnia del simpaticissimo L. compagno d'università di E., proveniente da Singapore. Alla fine troviamo due poliziotti e ci facciamo indicare il centro, a circa15 min a piedi. 
Cattedrale imperiale di Santa Maria (Marienkaiserdom) 
Il centro città é carino ma niente di più e mentre le condizioni atmosferiche precipitano (l'escaletion é stata occhiali da sole > guanti > cappello > ombrello) decidiamo di fermarci a mangiare in un ristorante libanese ben recensito su Tripadvisor.  Non essendoci la benché minima traduzione del menù in inglese  ordiniamo a caso tre piatti ricchi di patatine, carne e falafel: tutto ottimo! 

Assolutamente da visitare il Duomo della città al cui interno si trova la Cappella Palatina, candidata ad entrare nella lista delle sette meraviglie del mondo moderno. La costruzione della Cappella fu voluta da Carlo Magno che spostó la capitale del Sacro Romano Impero proprio ad Aquisgrana. Da allora più di 30 imperatori furono incoronati davanti all'altare della Cappella Palatina, un mirabile edificio a pianta eptagonale riccamente decorato con mosaici d'oro. 
Vetrina con Printen, i biscotti tipici di Aachen
Terminata la visita il vento,  il freddo e la pioggia ci hanno costretto a ritirare verso Maastricht, senza però farci mancare una capatina in panetteria dove abbiamo comprato i biscotti tipici della città (chiamati Printen, simili al pan di zenzero ).

Nota negativa: nessuno ad Aachen parla inglese perció é stato piuttosto complicato ritrovare la strada verso la stazione. 
In definitiva una visita ad Aquisgrana sicuramente merita per via del Municipio e della Cappella Palatina ma nulla di più, si può visitare benissimo in mezza giornata.
Ora sono sul bus verso Maastricht visto che questa sera abbiamo in programma una cena tipica olandese; avendo capito che qui di tipico hanno solo i waffel e le patatine fritte... Sono un po' preoccupata per il pasto imminente. 
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COME RAGGIUNGERE AACHEN DA MAASTRICHT?
Per raggiungere Aachen bisogna partire dalla stazione dei bus di Maastricht Centrale, proprio di fronte alla stazione ferroviaria. 
Dalla postazione "D" parte il pullman 50 della compagnia VEOLIA che al prezzo di 8.50 euro (a/r) vi porta ad Aachen in circa 1 h. La frequenza con cui partono i pullman è di circa quattro all'ora (cioè uno ogni circa 10-15 minuti). 
Al ritorno, inspiegabilmente, il bus fa molte più fermate perciò noi abbiamo impiegato circa 2 h per tornare a Maastricht.